a cura di Gabriele Marconi

Ideario
Pansa: «Sono un revisionista e me ne vanto
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Scritto da Gabriele Marconi   
Martedì 06 Ottobre 2009 16:51
Con Il revisionista torna in libreria lo sbeffeggiatore del luogocomunismo 
Stavolta Giampaolo Pansa non usa mezzi termini e con il suo ultimo libro dichiara apertamente la necessità di rileggere la storia con occhi sempre nuovi
 
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6 aprile 2009: istantanee dalla memoria
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Scritto da Antonio Albanese   
Martedì 12 Maggio 2009 17:09

La città è deserta, sfigurata, irriconoscibile. Una maschera distorta dal dolore ha preso il posto del suo volto abituale... Ma la gente dell’Aquila affronta dignitosamente e con coraggio questa tremenda prova.

 

Sì! Vale la pena rimanere a vivere, a studiare, a lavorare, ad amare a L’Aquila

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Nessuno nel Novecento sta al passo di Marinetti
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Scritto da Gabriele Marconi   
Lunedì 20 Aprile 2009 18:12
Sulle celebrazioni per il centenario del Futurismo, molto futuristicamente sono già in molti a scontrarsi. Uno degli oggetti del contendere è la mancanza di una grande mostra che rimarchi l’italianità di questa avanguardia delle avanguardie. In ogni caso, l’Italia sarà costellata di esposizioni, convegni e spettacoli per celebrare l’evento.
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Branduardi: un antimoderno che si diverte ancora
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Scritto da Gabriele Marconi   
Lunedì 20 Aprile 2009 18:06
Angelo Branduardi è un caso unico in Italia, per il tipo di musica che ha portato avanti e, soprattutto, perché la sua musica ha avuto così vasto successo in un’epoca in cui stava per esplodere il ciclone punk. Nel 1974, infatti, esce il suo primo 33 giri, mentre negli Stati Uniti nascevano i Ramones e in Inghilterra Malcom McLaren si apprestava a “partorire” i Sex Pistols. Branduardi, invece, sceglie di seguire non la moda bensì la sua sensibilità, che guarda decisamente all’antico.
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Anche alla cultura serve il metodo Brunetta
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Scritto da Gabriele Marconi   
Lunedì 20 Aprile 2009 18:01

Solo un ritorno all’ordine porterà nuove avanguardie per stupire il mondo

Spesso, guardando un quadro astratto, viene spontaneo l’accostamento ai disegni fatti da un bambino disgrafico. Quello che molti profani non sanno, tuttavia, è che, prima di osare la destrutturazione di un volto, il pittore astrattista si è spezzato la schiena a studiare anni per arrivare a ritrarre quello stesso volto con la massima perfezione possibile.

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