Ho sempre avuto in uggia gli ottimisti a oltranza. Rischio il coma diabetico quando vedo le pubblicità con Tonino Guerra sul “profumo della vita” e via zuccherando. La speranza di un domani migliore, è comunque sacrosanta anche quando si è coscienti delle eterne magagne del mondo. Mai, però mi sarei aspettato di dover vedere di nuovo le porcherie che avevano infangato (e spesso insanguinato) l’Italia degli anni Settanta.
Quando uscimmo con la copertina che riproponiamo questo mese (era il 5° numero di Area, Luglio/Agosto 1996), anche allora certe cose sembravano ormai appartenere a un passato sepolto. E il regime che denunciavamo era ben poca cosa rispetto a quello di oggi, anche se già allora gli intellettuali organici teorizzavano l’alleanza tra “sinistra buona” e “capitalismo responsabile” per uscire dalla crisi; già allora sbrodolando senza vergogna agiografie per i nuovi ministri «belli, coltissimi, disinvolti e ben vestiti». Corsi e ricorsi…
Solstizio d’inverno, Natale, Capodanno… Tutto in questo periodo dell’anno porta con sé il marchio del cambiamento. Anche il mese che arriva, gennaio, primo di dodici, alla mezzanotte del 31 dicembre riceve il testimone dal vecchio e rinasce come nuovo. Non a caso prende nome da Ianus, il dio romano Giano che presiede agli inizi, alle porte e ai passaggi. Quelli materiali come quelli immateriali. Anche l’inizio di una nuova impresa è votato a Giano. Anche un’impresa economica…
Gennaio 2012

